Basta il pensiero positivo a creare la realtà?

By 19 Ottobre 2015Blog

Dopo la fisica quantistica, anche il biologo americano B. Lipton ha dimostrato che ciò che vive qualsiasi essere vivente non dipende tanto dal suo DNA, quanto dal sistema di credenze inconsce. Se siamo grassi o magri, felici o arrabbiati, con una salute debole oppure di ferro, la causa non è genetica: tutto ciò che siamo dipende dal contenuto della nostra mente inconscia.

Le nostre credenze più profonde, i traumi e i condizionamenti limitanti che si sono fissati in quelle 3 menti che abbiamo sempre conosciute con il termine generico “Inconscio” creano la nostra quotidianità. A poco serve ciò che desideriamo a livello razionale, a poco serve il pensiero positivo se queste 3 menti, che sono vere e proprie coscienze, remano contro.

Sia molti autori americani come i tanti guru del pensiero positivo, sostengono a gran voce: “credi fortemente a una certa cosa e la otterrai, questa è la legge dell’attrazione”. Si, ma proprio qua sta il problema. Quante persone si sono rivolte a me chiedendo: non riesco a credere a quella cosa, come faccio a crederci se in realtà non la ritengo possibile?

In questi casi chi non crede sono due di queste coscienze inferiori: il Sé Istintivo ed il Sé mentale. Sono loro che hanno subito emozionalmente quei traumi che ora non cii permettono di credere a una certa realtà. Ciò che desideriamo, o pensiamo, o ripetiamo mentalmente o a voce alta non hanno effetto sul Sé Istintivo e sul Sé mentale, a poco serve il solo pensiero positivo, le menti inconsce usano un altro linguaggio ed è necessario impararlo per modificare le sloro credenze.

Ma non basta imparare il linguaggio dell’inconscio per ottenere i risultati che desideriamo. I passi fondamentali sono quelli di conoscere queste 3 menti, accettarle, amarle e poi guarirle ed integrarle. È questo il percorso IWAY, la via verso la libertà totale.

L’Inconscio, o come li chiamo nel mio nuovo libro, il Sé fisico, il Sé Istintivo ed il Sé mentale, hanno una loro propria personalità e hanno loro opinioni, che, come ormai è stato appurato anche da diversi studiosi di fama mondiale, possono essere totalmente differenti dalle nostre. Se non impariamo a conoscerle ed accettarle, sarà ben dura averle come amiche ed alleate nel processo di guarigione e trasformazione.

Ciò che riusciamo a raggiungere, ciò che viviamo, dipende da queste 3 coscienze, è l’energia del Sé istintivo (le emozioni) che attirano la realtà (legge dell’attrazione) ecco perché è così importante averlo accettato e averlo come amico.

Il linguaggio più importante per il Sé Istintivo è il linguaggio delle emozioni. Quando iniziamo a rapportarci con il nostro inconscio, la prima cosa da fare è parlargli. Ma perchè ci ascolti, perché ci presti attenzione dobbiamo suscitare il suo interesse e l’unico modo per farlo è usare parole cariche di emozione. In questo caso non serve il pensiero positivo, il Sé Istintivo vive di emozioni, per lui gli affetti sono la cosa più importante. Tutto ciò che ci da più gioia o più dolore riguarda la sfera affettiva, la sfera delle emozioni. Se gli parliamo col cuore, se siamo sinceri, se iniziamo a ringraziarlo veramente per tutto quello che ha fatto e fa per noi, allora possiamo catturare la sua attenzione. Allora può nascere un rapporto che può cambiare in meglio la nostra vita.

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